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LeU Perduta – 3

LeU Perduta 3 

Il Primo Albero fu dunque considerato una sfida e ci si organizzò al meglio possibile per abbatterlo (anche se non mancarono momenti drammatici). Di seguito trovate gli scritti relativi poi qualche cenno su alcuni protagonisti. Gustate le ottime descrizioni ed il nitido italiano che fanno onore agli estensori dei brani.

Gli Antichi erano consumati maestri nell’arte dello scrivere RPG e le righe che seguono ne danno un brillante esempio.

18/02/95
Federico Cagnoni (Roma)
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La Sfida

Bene. È giunto il momento.

È il giorno di San Simeone, e oggi si conoscerà il disegno del Fato.

La Sfida è lanciata. Gli Dei hanno mostrato la loro attenzione, la loro benevolenza, il loro monito. Ma se noi, in terra, ogni giorno possiamo cercare di migliorarci, di mostrarci più degni, è solo per loro intercessione e volontà.
Mostriamoci dunque per quello che siamo, razze diverse affratellate dalla ricerca della verità, della saggezza, dell’immortalità.
Oggi, giorno di San Simeone, di fronte agli Dei e ai mortali, Syrguth il Guerriero Notturno guiderà una schiera di eroi contro il Primo Albero, che ci ha derisi, umiliati, feriti, uccisi ma non piegati.

So già che molti ci saranno.

Per dignità di rango e diritto di stirpe Silver Regina di Cuori, per levare magie e curare.
Per dignità di rango e diritto di stirpe Rinelkind l’Imperturbabile, per curare e proteggere.
Per dignità di rango e diritto di stirpe Cronos la Potenza della Mente, per disintegrare.
Per dignità di rango e diritto di stirpe Livio il Mago, per rallentare e attaccare con la magia.
Per dignità di rango e diritto di stirpe Pindus il Saggio, per curare e proteggere.
Per dignità di rango e diritto di stirpe Thanatos Danza con la Morte, per abbattere e ricevere colpi.
Per dignità di rango e diritto di stirpe Tarkum il Giusto, per sostituirsi ai giganti.
Per dignità di rango e diritto di stirpe Riveda il Solitario, per abbattere e ricevere colpi.
Per dignità di rango e diritto di stirpe Minon il Ribelle, per curare e proteggere.

Faccio pubblica ammenda nei confronti di Eldrun il Generoso, che non ho incluso nel piano iniziale, ma che vorrei fosse con noi, oggi. Ti aspetto.

Sapete tutti il disegno della battaglia, da me indicato e integrato da Thanatos. Alcuni dettagli saranno spiegati al raduno. Faremo una prova dell’assalto, a Ostia, con la statua di Mercurio. Cerco anche un drappello di volontari che vadano a prendere gli anelli rubini della vita, che mai come oggi possono essere preziosi.

C’è stato un segno oggi. Oggi, giorno di San Simeone, ho ripreso a livellare, dopo il lungo recupero di saggezza causatomi proprio dalla morte di fronte al Primo Albero.
E oggi tornerò a sfidarlo, solo un po’ più potente di prima all’apparenza, ma con la forza e la determinazione che avete suscitato con la vostra sete di gloria, in onore degli Dei.

Ho sognato di essere ad Alma, ieri notte.
Sto dando gli ultimi ordini, mentre i preparativi per la partenza si stanno ultimando. Una folla enorme si è radunata, a vedere la partenza degli eroi.
Le voci e le razze si mescolano in un brusio mai sentito prima, gente venuta da lontano solo per poter assistere alla leggenda. Persino il piano astrale è stato, la mattina, affollato come non mai.
Eppure…
C’è qualcosa, nell’aria, di incompiuto. Non riesco a capire.
E c’è qualcosa, dentro di me… Qualcosa di nero…
Per un attimo tutto si ferma.
Il brusio cessa all’improvviso. Non li vedo subito. Scorgo però alcuni che girano la testa verso l’ingresso, cui se ne aggiungono altri, e altri ancora, e come un campo di grano battuto dal vento l’oceano di teste indica la Taberna.
Sono insieme, uno appoggiato all’altro come due fratelli, e ridono di chissà quale loro intesa, con l’aria di chi si trova lì quasi per caso.
Mormoro i loro nomi.
‘Brutus il Maestro. Valerius il Grande.’
E improvvisamente quel buco nero che mi sentivo nell’anima svanisce.
Ora so che solo il Fato potrà opporsi.

Syrguth

Namaste! F.

Note: Riveda fu meglio conosciuto come Robin. Minon è Siddartha.

18/02/95
Michele Di Gaetano (Roma)
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La Sfida

Io, Brutus, libertorum magister, proclamo a gran voce:

“Non sia mai che sfida lanciata non venga raccolta!”

“Ciononostante invito tutti alla calma ed alla ponderazione… Quando il
potente mago Livio lancerà il suo incantesimo di rallentamento sull’albero,
egli sovrà essere in grado di assorbire per un intero round i suoi
atttacchi… È egli in grado di assorbire la potenza dell’albero? Non
saremo subito privi
dell’unico mago di Alma presente tra noi?

Quando io scatenerò la mia furia sull’albero, sarà bene che esso sia
privo delle protezioni… abbiamo studiato bene con quale ritmo egli le
ricarica e le perde?

Quando attaccherò dovremo essere solo in tre a combattere… altrimenti
non potremo bashare… Dunque Livio dopo lo slowness dovrà fuggire onde non
essere tra coloro che attaccheranno fisicamente…

Io credo che sarà meglio per noi che io arrivato al 30% dei miei HP fugga
e venga curato rapidamente fuori area, per poi tornare e dar modo ad un altro
di fuggire… In caso contrario il Quarto di noi non avrebbe senso!

Sino a tre attaccanti il bash riesce, oltre mi pare di no!”

Considerazione tecnica: NON desidero essere resuscitato, visto che in ogni
caso non posso diventare immortale ne oggi ne mai, preferisco avere maggior
costituzione

Bye

Michele

18/02/95
Giovanni Ruggiero (Avellino)
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La Sfida

Io, Livio il Mago! sarò lì oggi per la grande sfida.
Non ho paura degli attacchi dell’albero, lo ho già incontrato ma questa
volta sarà la foresta di pietra a piangere vittime, e non la foresta degli
elfi!!
Ricordo con piena lucidità l’attimo in cui concentrai i miei pensieri e
scanddii le magiche parole a me ben note. E l’albero divenne più lento..
Ricordo perfettamente come il mostro antico per un attimo, un attimo solo,
tolse i suoi tremendi rami dai miei compagni per rivolgerli verso di me,
irritato dalla mia magia.
Il colpo fu tremendo, quasi mi uccise, quasi! Dopo essermi ripreso dalla
frustata potetti vedere orgoglioso come l’albero fosse più legato nei
movimenti, meno lucido mei colpi ed in quel momento pensai: ce la fanno!
Ma, ahimè, la mia speranza fu fallace: ho ancora nei miei occhi come
l’albero continuava a colpire i miei amici, e nel frattempo guardava me, quasi
a beffeggiarsi della mia magia.
Vidi tutti i miei compagni cadere ad uno ad uno impotente, i terribili
acidi che lanciai su di lui, che hanno ucciso mostri tremendi, erano futili:
caddero tutti, finché non venne anche il mio turno…
Oggi, giorno di San Simeone, io voglio tornare a vedere quello sguardo,
voglio tornare a ricevere quel colpo tremendo.
E se mi senti, Albero, prega di farlo bene quel colpo, perché altrimenti
sarò io a beffeggiarmi di te, a vederti esanime, goffo e impacciato, perire
sotto i corpi terribili dei miei compagni, ed allora tu vedrai il mio sguardo
e capirai che non basta tutta la tua forza e tutta la tua possenza per
resistere alla furia dei Combattenti di Alma!
Almeno non nel giorno di San Simeone!
Livio il Mago!

23/02/95
Grazia Poni (Roma)
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L’Albero

Sono in ritardo come al solito… troppe faccende da sbrigare, è tutta la
mattina che corro per fare in tempo all’appuntamento delle tre in piazza ma
non ci sono riuscita lo stesso… sono già le tre e mezza quando arrivo
trafelata in piazza… Tutt’intorno un gran fermento, Syrguth il coraggioso
guerriero che ha lanciato la sfida all’albero era lì che organizzava la
spedizione circondato dai più validi di LeU, tutti concentrati sulla missione
che li attende… Sorrido a tutti ma cerco i suoi occhi, eccolo è lì e mi
sorride: Thanatos, il guerriero che danza con la morte!
Il mio cuore si riscalda, sono qui per la missione ma soprattutto per lui,
per proteggerlo, per essere sicura di essere lì pronta ad infondergli la
vita se qualcosa dovesse andare male… Chiedo se è già stato preso l’anello
di rubini che rende più forti i guerrieri e Riveda sorridente mi mostra il
fuoco che brilla al suo dito. Annuisco, tutto sembra pronto ma ancora ci
sono le ultime cose da sistemare… Thanatos mi abbraccia e mi chiede
:”Pronta?”. Annui-
sco…poi una folgorazione. “Thanny”, dico,” andiamo a prendere un altro
medaglione della Magia, la sua potenza potrebbe essere determinante in questo
scontro…”
Lui annuisce, mio coraggioso guerriero, e mi segue senza indugio, e anche
Livio, il mago viene con noi, senza di lui sarebbe impossibile aprire il
magico cancello che custodisce i segreti dell’abisso… Voliamo nelle
viscere della terra, mi concentro e la mia magia avvolge Thanatos con
un’aura bianca indispensabile protezione per i pericoli che ci aspettano; in
breve dobbiamo cimen-
tarci con il potente Kalas, ma la nostra forza e determinazione fa sì che
abbiamo ragione di lui. Ci avviamo verso il cancello… la magia scorre
lentamente nelle mie vene, non è un giorno buono… ci avviciniamo al
temibile custode, l’efreet dallo scudo fiammeggiante, il solo colpirlo
infligge colpi più tremendi di quelli a lui inferti… Ma la mia magia
è pronta a cancellare
quella barriera tra lui e i colpi del mio Thanny. Gli faccio segno di
andare, lui entrerà per primo prendendo su di sé la violenza del primo colpo
e poi io e Livio saremo subito al suo fianco, lui annuisce e va e… NO!
Mentre varca la terribile soglia vedo la mia magia svanire in lui e faccio per
seguirlo di corsa concentrandomi nuovamente per ricreare la magica aura bianca
ma un glabrezu,
malvagia creatura delle tenebre, mi si para davanti e mi attacca… non ho
paura, so che la ucciderò ma sta rubando istanti preziosi… i secondi
scorrono velocemente, sento la carne sfrigolare oltre quel glabrezu che mi
tiene lì, vorrei scavalcarlo, correre ma non posso, non mi resta che
ricacciare le lacrime, mantenermi calma per la mia magia e sperare di
arrivare in tempo… La creatura stramazza tagliata a metà dal mio ultimo
colpo e mi slancio da Thanatos pronta a spegnere lo scudo fiammeggiante… e
questo si dissolve alle mie magiche parole, mentre Livio comincia a
scatenare folgori contro l’efreet…
Thanny e ‘ lì, ridotto malissimo ma vivo… chiamo la mia magia per
curarlo… ma non esce… sono troppo agitata… e vedo Thanatos cadere sotto
i colpi dell’efreet… l’alabarda che stringeva orgogliosamente gli cade di
mano e i suoi occhi si chiudono… “NOOOO” grido slanciandomi sull’orrenda
creatura, con tutta la rabbia che ho dentro e questa ormai duramente provata
dalla forza di Thanatos, cede sotto i miei colpi… Guardo colui che giace
per terra, terribilmente ustionato, la sua anima non è ancora volata via…
Mi inginocchio, ricaccio indietro le lacrime e prego i miei dei di
restituire la vita al corpo straziato… ma è troppo tardi, quando
proferisco il potente incantesimo di resurrezione l’anima è appena stata
chiamata via per una terribile fatalità… Il dolore è troppo forte e
strazia il mio cuore… un velo nero mi cala sugli occhi…

Voci intorno a me… luce… non sono più nell’abisso… Rinelkind è chino
su di me col suo dolce sorriso, quel sorriso che solo noi chierici possiamo
avere, e mi tranquillizza.
“Livio!” chiedo subito, ma mi rassicurano, è in salvo. Mi alzo faticosamente
e vado a cercarlo… mi abbraccia, è commosso, era in pensiero per me… “Ho
urlato subito che eri svenuta lì in quel posto terribile, e Thanny si è
fatto portare da Cronos a cercarti, pronto a pararsi col suo corpo davanti a
te anche se ancora non aveva recuperato le forze che la morte gli aveva
sottratto…” Ma
non è lui che mi ha salvata… da quell’inferno non è possibile uscire se
non con le proprie gambe o… alzo gli occhi al cielo e ringrazio… Benem,
probabilmente, ha steso la sua ala su di me e mi ha portata in salvo…
Riabbraccio il mio amato, è provato dalla sua sorte, vedo il suo sorriso
tirato e gli occhi spenti, “Allora volete regalarmi l’ultima battaglia?”
grida: il gelo avvolge il mio cuore, in quelle condizioni potrebbe fare
una pazzia…
“Ultima un corno! ” gli sussurro.
Ma la morte di Thanatos ha smorzato lo slancio; mi concentro e il mio
sguardo avvolge il mondo alla ricerca dela luce fiammeggiante… eccola! “L’ho
trovato, un altro anello di rubini, andiamo a prenderlo, saremo più forti” .
Tutti approvano e Thanatos è subito al mio fianco con Livio. Voliamo verso
l’obiettivo, ma Thanatos è strano, irrequieto… arrivati lì si slancia
verso la morte
come se la cercasse, come una liberazione… fatico a proteggerlo ma tutto
va per il meglio e infine la magica luce brilla calda nella sua mano.
Syrguth ci chiama intorno a sé… tutto è pronto… Siamo tanti. Syrguth,
Riveda, Brutus e Thanatos, intrepidi guerrieri, Rinelkind, Pindus e io, con
le nostre arti curative, Livio ed Alesis, con potenza della loro magia, Cronos
con la sua mente e Bios il druido.
I piani sono fatti: Brutus attaccherà prendendo i primi terribili colpi,
protetto da tutte le magie esistenti su LeU, assistito dagli altri…
Rinelkind e Pindus cercheranno di infondergli la vita che l’albero gli
toglierà… Livio cercherà di rallentare la terrbile forza dell’albero
anche se sa che potrebbe costargli la vita… Alesis e Cronos colpiranno l’uno
con i fulmini l’altro con la mente e io userò il mio potere per abbattere le
difese che il gigante ha e-
retto attorno a sé: un piano perfetto!
Sono quasi le sei quando entriamo nella foresta di pietra e giungiamo al
suo cospetto…
È enorme, incredibilmente alto ed antico, sembra di essere al cospetto di
un Dio e non di una pianta: brilla protetto da un fortissimo potere
magico, ai suoi piedi un immenso tesoro… sento un brivido corrermi lungo la
schiena e la paura che ci aveva lasciato ritorna nei cuori dei miei
compagni, la sento che aleggia nell’aria. Guardo Thanatos, “Ti prego sii
prudente”, e lui con negli occhi una profonda tristezza, “Sil… Sono stanco
della danza… “. E poi agli
altri “Ragazzi se si mette male, mi metterò davanti alla battaglia e
allora fuggite in fretta… durerò appena per darvi il tempo di mettervi in
salvo… io non ho più niente da perdere… ”
Ricaccio il nodo in gola e penso “No mio caro, reggerai di più, almeno
finché avrò mana, da qui io non mi sposto finché tu sei vivo!”
Intanto si mettono a punto i preparativi, l’aria è intrisa di magia che
si concentra attorno a Brutus Syrguth e Riveda, che si preparano ad
affrontare il loro destino… ma ancora qualcosa non è chiaro nella
tattica, ci dilunghiamo… perdiamo istanti preziosi…
Troppa esitazione, un attimo di troppo: è questo che ci ha sottratto la
vittoria. L’albero sembra improvvisamente prendere vita… punta i suoi rami
contro Brutus “Ti avverto non toccare nulla!” … ma egli non se ne avvede,
affamato sta prendendo dei panini dalla borsa per evitare che i morsi della
fame lo colgano durante il combattimento. “Ti avevo avvertito! ” grida una
voce spettrale.
L’albero scatta e con una tremenda frustata colpisce Brutus alla gamba, poi
al piede, la spalla, il torace, lo martella con colpi devastanti e il
poveretto che non ha avuto ancora il tempo di rendersi conto, non riesce a
contrattaccare; 10 colpi, noi non abbiamo neanche il tempo di fare qualcosa, e
Brutus stra-
mazza al suolo, senza vita.
Grida di dolore si levano dal gruppo, Rinelkind china il capo scuotendo la
testa… anche la sua magia come la mia non è arrivata in tempo…
In quel mentre l’albero si anima nuovamente e punta il ramo contro Thanatos
“Ti avverto, non toccare nulla!”. Il terrore mi scorre nelle vene mentre
cerco di articolare parole; “Via!”, balbetto, “Via di qui! Subito!!!” e
Syrguth per fortuna vola via e noi tutti con lui…
Un sospiro di sollievo… ero sicura che avrebbe colpito ancora, stavolta
Thanny.
Cerchiamo di capire cosa è successo… ma va al di là dell’umana
comprensione… Brutus è tornato, urla di chiamarlo a noi… Livio lo
evoca e sotto i nostri occhi attoniti, Brutus si reca ai piedi dell’albero
per recuparare le sue spoglie… l’albero non lo permette e udiamo
nuovamente il grido di morte del nostro amico. Quale disperazione ha spinto il
coraggioso guerriero a sfidare una morte certa? La stessa che vedo negli
occhi di Thanatos, la stessa che hanno coloro nei quali il fuoco della vita
si spegne, sento che dovrò prepararmi ad una battaglia peggiore di quella
con l’albero: dovrò lottare contro un cuore che vuole cessare di battere.
Lo sconforto serpeggia fra di noi.
“Questo non è un albero”, c’è una nota di timore nella voce di Riveda, ”
è quasi un Dio”
E Livio “Quest’albero non è stato concepito perché ci si battesse contro…”
“Forse è solo un guardiano…” dico io
E Cronos amaramente “È l’albero dei suicidi…”
Syrguth, con le fiamme che ardono negli occhi, “Se abbiamo pagato con
tutte queste morti un capriccio degli dei, la vita per me non ha più senso”
“Io sono un guerriero… se c’è qualcosa che non posso uccidere, essa
ucciderà me!” e rabbrividisco perché sento la decisione nella voce di
Thanatos.
Una voce risuona alta sopra i nostri pensieri “Compagni, Brutus vi dà
l’addio: è finito per lui il tempo su questo mondo”
È Diana.
Ci si ghiaccia il sangue nelle vene e da tutte le parti del mondo si
levano grida di protesta e di supplica per fermare il folle gesto… e
siamo tutti concentrati su Diana che non ci accorgiamo che Thanatos si
dilegua in silenzio… finché Alar non grida “Correte all’altare della gioia,
un bell’equipaggiamento da guerriero giace lì per chi lo vuole”
Urlo di dolore, Bios mi abbraccia e mi conforta sconcertato “Silver che
succede, piccola, che c’è?” Anche Cronos, loro non hanno capito e si
chiedono cosa mi stia succedendo.
Scuoto lo testa, un nodo in gola mi impedisce di parlare e corro
all’altare… riconosco subito l’armatura bruciacchiata, ancora sporca di
sangue e il nodo si scioglie.
“Non toccate queste cose”, grido, “sono di Thanatos, vi prego convincete
anche lui a vivere!”
E si alzano grida anche per lui ma Alar è irremovibile, non ci dirà
dov’è Thanny… ma io non mi arrendo, e insisto con Alar, lo prego, lo
supplico, mi arrabbio, lo ricatto… alla fine cede e si allontana per
chiamare Thanny… ma so che la guerra ancora non è vinta…
In quel momento, quando tutto sembra perduto, un’esplosione di petali e
Benem appare in tutto il suo splendore. Una calda sensazione mi invade il
cuore… ora ho una speranza… gli rivolgo una preghiera accorata e
disperata… e lui mi ascolta ma vuole un tributo, e il gesto generoso di
Cronos permette che il miracolo avvenga. Appena arriva Thanatos trova il
Dio pronto ad infondergli
nuova forza e coraggio e finalmente l’ombra della morte sparisce dai suoi
occhi.
Benem conforta anche Diana, non sappiamo come, ma lei alla fine sorride e
capiamo che rivedremo Brutus ancora fra noi. Sono stanca, stremata,
psicologicamente e fisicamente, non vedo l’ora di riposare… guardo Thanatos
e sento che ancora molto dolore ci aspetta prima di guadagnare l’agognata
meta, l’immortalità… spero che avremo la forza di arrivarci … insieme.

Silver

24/02/95
Giovanni Gargani (Firenze)
—————————————–

Nel giorno del drago Thanatos vi saluta e vi onora.
L’amore di Silver ha sconfitto la morte e il mio stesso cuore ha dovuto
accettare di continuare a battere.
L’albero però, ancora ride di noi.
Morgana, la giovane chierica si vanta di averlo beffato e Bios l’oscuro,
fratello del mio infido fratello, si vanta con lei.
Non nel codice del guerriero è luogo all’inganno, non nel codice del
guerriero si legge altra voce che quella del sangue. Thanatos il guerriero,
primo per stirpe, l’unico che è sceso nell’abisso armato solo del proprio
coraggio, ha inciso sul corpo il nome dell’albero. Una ferita che ogni
giorno riapre. Sono solo poche gocce di sangue ma ogni giorno il sangue di
Thanatos viene versato.
E ogni giorno quel sangue aspetta di mescolarsi a quello del nemico.
Mi hanno detto che l’albero ha curato.
Chi, dei nobili guerrieri di LeU può aver accettato l’elemosina del nemico?
Chi, dei nobili guerrieri di LeU ha permesso che le chiome sporche di sangue
lo accarezzassero?
Gli Dei ci promettono un’arena.
Là Thanatos attenderà gli amici dell’albero.
Armato della sua forza, del suo coraggio, della sua halberd.
Avvolto delle armi che da solo ha strappato ai nemici..
La pelle del leone Nemeo.. che per primo ha ucciso.
L’ Halberd del drago non morto.. che per primo ha ucciso..
La corazza del Grande Cavaliere, gli anelli dei nani, l’elmo di Paltor, i
medaglioni di Alastair, la luce magica dello spettro, i bracciali degli
oscuri.
Thanatos il guerriero che per primo ha sconfitto la morte ha ripreso a
danzare.
Nuova forza è stata soffiata nel suo corpo, ancora tante volte la morte
potrà essere beffata, in una danza orribile e selvaggia. Gelida e sensuale.
Accorrete in molti all’arena. Venite ad imparare la legge del sangue. Non vi
è altra legge per i mortali. Solo il destino sa quale sorte sia riservata a
Thanatos, se il suo sguardo arrogante potrà un giorno contemplare la luce
di Asgaard o se le profondità degli inferi lo reclameranno a se.
Tutto è già scritto, dicono. Ma il tempo ha trovato la sua regina. Ed
è un’orgogliosa regina. Cui forse il fato stesso dovrà obbedienza.
Mia piccola Silver, tu che giochi col vento e irridi la morte, tu che ogni
volta ricomponi le mie carni straziate… nelle tue mani forse è il
destino di Thanatos.

G. Gargani

Persino Benem ad un certo punto perse la pazienza ed intervenne :)

27/02/95 12:04 [887]
Emanuele Benedetti (Roma)
—————————————–
Oggetto:Una Grande Festa

Mi sorprende, Brutus, vederti declinare l’invito contro il Primo Albero.

Ma quello che mi sorprende è nel vedere un barbaro invocare (sia pur
velatamente) la magia.

L’unica tua scusante è l’ignoranza. Il non sapere che come Barbaro non hai
bisogno della magia per colpire l’Albero, ma solo dell’arma adatta.

È vero che la corteccia dell’albero è insensibile. Ma un Barbaro come te (e
solo un Barbaro come te) la può tagliare, forare, pungere… anche se non ha
un’arma magica (+5 come dici tu).

Colgo l’occasione per ricordarvi che Joy ha messo quell’albero a guardia di un
tesoro. E se ci ha messo una creatura così potente, evidentemente, è perché
non vuole che il tesoro venga rubato. Anzi forse vuole che diventi sempre più
prezioso…

Se volete abbattere l’albero, fate pure. Avete il libero arbitrio. Ma se vi
fate male…

Saluti
Emanuele

—————————————————————–

… Ma nonostante questo le sfide con il Primo Albero si susseguirono sempre
più mortali, sempre più sanguinose fino ad una trovata semplicemente geniale
di un grande PC scomparso troppo presto, Valerius!
Lasciamo la parola a Brutus: “.. A Diana rodeva che Brutus fosse stato ucciso
da un qualsiasi mob al posto suo, così decise di vendicarsi del Primo
Albero.A quei tempi l’oscura signora faceva coppia fissa con Valerius, anche
lui uno dei vecchi, proveniente da Shadowdale, ed insieme cercarono strategie
per portare a termine l’impresa. Nessuno dei due poteva sopportare l’impatto
del primo albero: Valerius era un hg warrior…
Ma a differenza degli altri hg warrior aveva il cervello fino, forse perché
non veniva dalla Pannonia? :-)
Così gli sovvenne che il resurrect dava come effetto secondario, se
effettuato sui mob, l’indiscutibile fedeltà del mob di turno, insomma lo
faceva cornuto e mazziato…
Diana, che non aveva molta esperienza con i resurrect, gli prestò fede ed
insieme cominciarono a verificare su tutti i mob chi potesse fare al caso…
In sequenza uccisero Lancelot, il GM dei chierici, quello dei monaci, Mercurio
e poi Anxur… di questi solo l’ultimo fu un fedele servitore e fu usato
all’uopo con gran successo anche se Diana si rese conto che da sola non
sarebbe riuscita a curarlo abbastanza in fretta da non far scadere l’effetto
del resurrect prima che Anxur fosse full HP per cui si accordò, svelando
pertanto la sua scoperta, con Silver ed altri….”

Gli altri erano Alar, Aleph, MarcoPisellonio, Diana, Auryl, Cromag, Turambar
ed, ovviamente, Silver.

.. Ed il Primo Albero morì (2/4/95)!

Poi, qualche settimana dopo, Furis ed Auryl riuscirono a rubare indisturbati,
grazie ad un’altra trovata, il tesoro dell’Albero.

Ed infine (giovedi, 28/9/95 ore 1.30 :) il Primo Albero fu abbattuto senza
trucchi da un gruppo composto da Caesar, Angelus, Mannaia, Siddartha, Alar,
Lazarus, Otto, Elena, Walker, Thyra.

Ci sono dei racconti che narrano quelle grandi vittorie: li trovate nella
sezione, appunto, Racconti.

(segue LeU Perduta 4 )

 

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