La storia di Yngwie

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Yngwie
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La storia di Yngwie

#1

Messaggio da Yngwie » ven set 13, 2013 11:24 am

Quando ho intrapreso la strada per raggiungere le stelle, gli Dei mi hanno chiesto di raccontargli la mia storia.
Io l'ho fatto nel modo a me piu' congeniale.

In poesia.


Yngwie Malm, Il Bardo: storia RPG

[tabs][tabs: Parte I]

Di famiglia modesta sono le mie radici,
i miei primi anni, dagli zero ai sedici,
sono i piu' modesti che mai furon narrati
dalle genti di Alma e dai loro antenati.

Da quando venni al mondo nella lontana Moria
compito mio e' di raccontar la storia
sia degli Eroi che calcano queste lande
che dei poveracci che rimangono in mutande.

Nei miei primi innocenti anni di vita
tirare avanti non era poi una gran fatica
anche se, visto l'ambiente che avevo intorno
trovare un po' di pace era come trovar l'unicorno.

Moria e' abitata da mille malvagie creature
che ancora oggi abitano nelle mie paure,
anche se, pian, piano, crescendo e diventando grande
ho imparato che erano meglio di mille educande.

Quella banda di troll, ladri e guerrieri
che facevano strage di giovani avventurieri
mi prepararono ad avventurarmi nello sconosciuto mondo
affinando le capacita' tipiche di ogni vagabondo.

[tabs: Parte II]

Ben presto imparai a far mie le proprieta' altrui,
a muovermi in silenzio nell'ombra cosi' come colui
che mosso da ben poco onesti e altruistici propositi
entra nelle case dei ricchi per svuotarne i depositi.

A lungo andare pero' non trovai soddisfazione
nel vivere questa vita di mascalzone
il mio piu' intimo io sentiva impellente
il bisogno di rendere il prossimo sorridente.

Lasciai quindi Moria salutando i pochi conoscenti,
il mago, Delfin e alcuni troll puzzolenti,
presi i miei averi (e parte di quelli di qualcun altro)
e mi recai in Grecia dove cercai un maestro scaltro.

Il bisogno che ora mi era piu' impellente
era di essere amico di tutta la gente,
il temere ad ogni incontro di dover uccidere o essere ucciso
mai mi avevano permesso il lusso di ricevere un sorriso.

Quindi mi recai in Grecia dove sotto la guida di Pan
imparai la storia del mondo, dei pg, dei clan,
mi disse dei limiti che raggiungevano le vaste terre
e dei traditori e gli Eroi che nascevan dalle guerre.

[tabs: Parte III]

Mi insegno' la musica, e decisi che il mio strumento
da allora in avanti sarebbe stato il banjo
che era comodo da trasportarsi appresso
ed era comunque adatto anche ad un complesso.

Passai felici anni in quel posto di sogno,
con le ninfe pronte a soddisfare ogni mio bisogno,
con un saggio Maestro a insegnarmi la vita
e dormire tranquillo e aver da mangiare senza far fatica.

Ben presto pero' capii che
quella non era la vita per me
sentivo che quella che era la mia arte
mi avrebbe portato da qualche altra parte.

Decisi di lasciare quel posto incantato,
andrai al porto e una volta imbarcato
gia' dopo pochi giorni di navigazione
venni travolto dall'ispirazione.

Mi misi a comporre canzoni a non finire
e ben presto mi misi la ciurma a istruire
sulle leggende dei posti a me noti
e degli Dei, e dei loro devoti.

[tabs: Parte IV]

Scrissi canzoni su mille argomenti
e molto felici furono quei momenti
felici ad un punto tale che
seppi che quella era la strada per me.

Sarei diventato per primo su Lumen et Umbra
non un assassino che vive nell'ombra
non un divino gozzovigliatore divino
che viveva di venere, tabacco e vino,

ma un ben piu' nobile e simpatico poeta
che avrebbe prestato la sua arte per una moneta
che per un sorriso, un pasto e un po' di attenzione
avrebbe intrattenuto tutti con una canzone.

Capii che niente mi rendeva piu' felice
di fare di me la persona fondatrice,
il simbolo, l'esempio, lo stendardo,
della classe che sarebbe stata il Bardo.

Dopo pochi giorni di navigazione
raggiungi dell'Impero la piu' grande nazione,
la citta' abitata da gente rissosa e gente calma
nota in tutto il mondo con il nome di Alma.

[tabs: Parte V]

Qui finisce la mia breve storia passata
anche se la mia avventura e' appena iniziata,
vogliano Benem e Joy fornirmi aiuto e consiglio,
vogliano accrescere il mio bagaglio

di metafore, rime e figure retoriche
affinche' le mie canzoni non siano accolte da critiche
ma piuttosto allietino le giornate oscure
di tutte le genti, dalle piu' corrotte alle piu' pure.

Vogliano Khelben, Ariakas ed Hansolo
portarmi ad essere uno come loro,
vogliano tutte le genti mortali
trattarmi sempre come un loro pari,

Chiudo la canzone chiedendo perdono ad Agolante
se non son stato piu' lesto e pressante
ma la vita di un Bardo per prima cosa impone
di procurar prima per se' cena, pranzo e colazione,

e poi potersi nel tempo libero impegnare
per quella che e' l'attivita' piu' congeniale
creare filastrocche, poesie e canzoni
per rendere note a tutti le eroiche azioni.[/tabs]
yngwie@leu:~> lamentele > /dev/null

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Amberle
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Re: La storia di Yngwie

#2

Messaggio da Amberle » ven set 13, 2013 4:04 pm

Grazie Divino Bardo per averci narrato la tua mortale vita,
spero che ci canterai di altre avventure e che ci allieterai spesso della tua presenza.
Amberle l'Ellcrys degli Eleandil

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