Predestinata

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Amberle
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Predestinata

#1

Messaggio da Amberle » mar set 03, 2013 12:54 am

Incontrai Kelon alla taverna e mi racconto' della statua per Nikea, io gli dissi che lei non amava essere venerata e che sentiva il suo essere diventata immortale come una missione.
Lui non capi', era perplesso e cosi' decisi di portarlo dalla dea che gli avrebbe spiegato come divenne una stella di Asgaard.
Lei ci fece accomodare, ci diede del sidro e mentre scrutava con occhio vigile il mondo sotto di lei, inizio' a raccontare dei tempi che furono.

"Negli anni successivi all'attacco dell'esercito di Maabrash, cercai di affinare le mie doti di curatrice, sentivo in effetti che quello era il mio dono anche se per mia natura alle volte usavo pure la magia; ma il portare giovamento a chi soffriva per le ferite inferte era ciò che più desideravo, perchè nulla vale di più di una vita. Così mi ritrovavo spesso a dover assistere gruppi di abili combattenti durante le loro battaglie o ad usare le mie doti in ambienti sconosciuti durante i lunghi periodi di ricerca.

Fu proprio in una di queste esplorazioni che incontrai colui che mi spiegò quale doveva essere il mio futuro…

Ero nei pressi della Vecchia Magione Maledetta quando un sussurro mi fece sobbalzare: “Salve Eterea!” , mi voltai di scatto e vidi seduto nell’ombra un giovane mago con il viso coperto da un ampio cappuccio nero, intravedevo a malapena le labbra. Le grandi mani olivastre accarezzavano l’elsa della spada e d’istinto sollevai il mio bastone, l’uomo sorrise e sollevò appena il capo, riuscii a scorgere i suoi occhi…erano di un rosso vivido…per un attimo pensai a Seliman, ma io stessa avevo visto il suo corpo straziato e le mie cure all’epoca non potevano di certo farlo rivivere. Lo invitai a mostrarsi alla luce del sole e quello senza replicare si alzò in piedi e fece un passo verso me. Portava dei fluenti capelli argentei ed il suo viso seppur arcigno aveva dei lineamenti sottili, il suo sguardo sembrava penetrare fino in fondo alla mia anima e ciò mi rendeva ancor più turbata. Ma quando cominciò a parlarmi la sua voce pacata e calda mi rassicurò, mi narrò di una antica leggenda di cui lui era uno dei custodi.

“Io sono Bremen di Paranor – disse – e da sempre sono custode di una leggenda tramandata di generazione in generazione a tutti i maghi maschi della mia famiglia. Questa parla di una giovane donna che fin dall’inizio dei tempi è destinata a divenire ‘luce’ per gli esseri mortali; le divinità attendono speranzose la sua venuta in questa dimensione perchè su lei hanno posto le loro aspettative per una nuova era e per aiutarla nel suo cammino le hanno forgiato un dono con metalli preziosi…”

Tacque un istante, abbassò lo sguardo e riprese: “Un mio avo riuscì, tramite studi approfonditi degli astri e di alcuni testi mistici, a delineare con buona approssimazione il tempo in cui quella fanciulla doveva giungere sulla Terra, affermando potesse essere lo stesso periodo in cui in questo mondo camminava un suo discendente dotato di enormi poteri magici e con impresso sul corpo il simbolo dell’Infinito”. Così dicendo sollevò i lunghi capelli lasciando intravedere sulla nuca un disegno…ai miei occhi parve di scorgere la figura di un serpente che si mordeva la coda, ma subito lasciò ricadere l‘argentea chioma e continuò a narrare. Io ero confusa e stordita: che poteva volere da me costui? Ma bastarono altre poche parole per capire che la fanciulla di quella leggenda per il giovane mago ero io, la mia risata fu sincera, mai e poi mai avrei pensato di poter essere una prescelta; gli dissi schiettamente di non importunarmi oltre con le sue farneticazioni e me ne ritornai ad Alma, ma ovunque andavo Bremen era lì nascosto nell’ombra quasi a vegliare su me e la cosa cominciava ad innervosirmi.

“Si può sapere perchè continui a seguirmi?” – gli urlai stizzita.

Lui con un sorriso sornione rispose: “Vorrei solo che tu ti rendessi conto di quale sarà la tua missione…una volta capito questo il mio compito sarà concluso e potrò dedicarmi ai miei studi alchemici!”

Scrollai le spalle, era decisamente un pazzo ma proprio in quell’istante tutto intorno a me cominciò a vibrare, mi sentii avvolta da un’ondata di pura energia e le mie pupille si assottigliarono all’inverosimile nel guardare una luce accecante provenire dalle mani di una figura titanica che si stagliava in quel momento dinnanzi a me.

“Giovane Eterea da sempre vegliamo su di te ed aspettavamo che fossi pronta per intraprendere il tuo cammino – una voce forte stava rimbombando nelle mie orecchie, ma non era di certo un suono che poteva provenire da un qualsivoglia essere mortale - il tuo animo puro unito a questo dono che i fabbri di Asgaard hanno forgiato per te possano esserti d’aiuto nella tua missione” ; la figura allungò le braccia verso di me e poggiò quello che teneva tra i palmi nelle mie mani, poi sentii un tremito e tutto tornò ‘fermo’. Abbassando lo sguardo vidi brillare un oggetto meraviglioso, restai estasiata, mi voltai verso il mago e dissi: “Tu sapevi…” ma lui non c’era più, di certo il suo compito era concluso ed io ora ero consapevole che gli Dei avevano descritto per me un cammino che dovevo cercare e percorrere…

Non starò qui ora a dilungarmi su ciò che feci in quei mesi in cui Gorthan mi mise alla prova per valutare se il mio spirito era degno di varcare o meno le porte del Cielo, io confido che tutto si è compiuto come gli Dei avevano stabilito.

Il mio cammino verso le stelle si concluse il giorno 30 del mese della Battaglia (anno 445) quando il Guardiano di Asgaard mi spalanco' il portale, mostrandomi lo splendore oltre le nuvole ed ora dalla Terrazza sul Mondo volgo il mio sguardo su ciò che era un tempo la mia vita mortale."
Amberle l'Ellcrys degli Eleandil

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kelon
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Re: Predestinata

#2

Messaggio da kelon » mar set 03, 2013 8:47 pm

Il racconto finì, e non so per quanto tempo rimasi senza parole.
Cercai di riassumerlo mentalmente... ma era cosi complesso e articolato.
Una mortale che si fa immortale... una Dea che non ama essere venerata e che sente il suo essere come una missione.
Bevvi il sidro tutto d'un fiato.
Come potevo non venerarla?

Guardai Lady Amberle mentre chiaccherava con l'eterea,
per lei, essere al cospetto di Nikea, era la cosa piu normale di questo mondo.
Per me NO!
Trovarmi dinnanzi alla DEA era qualcosa di devastante, e inenarrabile.
La sua bellezza, e la serenita che la sua figura emanava... potevano portarmi all'estasi,
o alla pazzia se non fossi stato abbastanza lesto nell' abbassare lo sguardo.
Forse non lo ero stato. Avevo lasciato che i miei occhi incrociassero i suoi,
e ora desidero ardentemente diventare un suo cavaliere e combattere sotto il suo vessillo.

Ma questo successe ieri...
Ora sono solo, seduto in una silenziosa ed immensa stanza del tempio di Alma.
Circondato dalle grandi statue degli antichi dei. MUTE!
Si. Questo sarebbe stato il posto adatto per aprire una nuova sala ed innalzare una statua a Nikea.
Ma chi mi avrebbe ascoltato? Perche qualcuno avrebbe dovuto seguirmi in questa pazzia? Con cosa potevo pagare i lavori?
Ripensavo alla poca strada percorsa nei regni di Alma e a quanta ne avrei avuta ancora da percorrere.
Ma non avevo fretta!
L'amicizia e la vicinanza di Lady Amberle, Drow di nobile stirpe, mi onorava immensamente.
e sotto la protezione della Luminosa Nikea nulla sarebbe stato impossibile.

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