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Picchi dei Giganti

di Mestinon
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La zona conosciuta come i picchi dei giganti è esplorabile da avventurieri con un elevato bagaglio d’esperienza e in gruppo organizzato. E’ altrimenti assolutamente da sconsigliare, in quanto i giganti custodiscono gelosamente la loro patria natale e mal sopportano le intrusione esterne. Inoltre, la conoscenza delle basilari regole dell’esplorazione, e soprattutto delle opportune tattiche di guerriglia contro avversari numerosi, si rileva indispensabile per sopravvivere in questo luogo impervio.

1) Politica
Questa regione, che è da molti a ragione considerata come la culla della razza dei giganti del mondo, è popolata da almeno 5 etnie diverse, che vivono però in pace ed armonia. Ognuna di essa possiede un proprio territorio ben delimitato, e nessun appartenente ad una determinata etnia viola il territorio di un altra. Ciò in rispetto di un antichissimo patto che i giganti fecero fra loro per eliminare le secolari faide interne che provocarono inutili spargimenti di sangue e, soprattutto, per far fronte comune d’innanzi al leggendario Thor, il mitico cacciatore di giganti, la cui anima sopravvive ancora, secondo alcuni, in qualche segreto meandro di queste montagne. Ogni etnia elegge un proprio capo, che è colui che maggiormente si distingue per le doti di combattente. Attualmente il quadro politico è così delineato: il capo dell’etnia dei giganti della roccia è RockHound (temibilissimo avversario da affrontare per chiunque), quello dei giganti del fuoco è RedFlame, quello dei giganti del ghiaccio è BluEyes, quello dei giganti delle nuvole è Cloudy, ed infine il capo dei giganti delle tempeste è Stormy. Pare che i capi tengano periodicamente dei concili per discutere e risolvere le controversie che a volte si manifestano. Occorre inoltre segnalare, che, benché appartenenti alla stessa razza, ogni etnia possiede delle caratteristiche anatomo-fisiologiche del tutto particolari. Ognuna presenta delle resistenze fisiche, e al contempo, delle debolezze, peculiari, per cui si raccomanda ancora una volta di scegliere accuratamente le strategie d’attacco se si vuole coronare con successo l’avventura.

2) Religione
I giganti non paiono seguire un culto particolare, non pare abbiano divinità di riferimento. Si può affermare che venerino il loro capo come un Dio, se si considera l’abnegazione e gli immani sforzi compiuti per costruirne i troni. Come prova definitiva della loro poverissima spiritualità, basta pensare che essi non si preoccupano neanche di seppellire i cadaveri dei congiunti deceduti. La visione di interminabili distese di ossa gigantesche, è uno spettacolo al tempo stesso agghiacciante ed inequivocabile.

3) Clima
Benché le alte vette siano spesso sinonimo di rigide temperature, non sempre questa regola è qui rispettata. Sembra che ogni picco della catena abbia un proprio sottoclima particolare, per cui si passa dai ghiacciai perenni, a vette afose e infuocate, ad altre in cui la pioggia e l’umidità sono l’elemento predominante. Il clima e la natura di ogni picco ha fortemente influenzato l’evoluzione biologica delle varie etnie, donando ad ognuna di esse, come detto prima, delle caratteristiche peculiari.

4) Arte
Ben poche opere d’arte sono state prodotte dai giganti. Assolutamente da non perdere sono gli spettacolari troni che essi hanno eretto in segno di venerazione ai loro capi. Probabilmente si sono avvalsi dell’ausilio di qualche misterioso, potente conoscitore di arti arcane, in quanto essi paiono forgiati con l’essenza stessa della natura che li permea. Oltre ai troni, unica opera degna di nota è il mastodontico portale che delimita l’accesso ai quattro picchi.

5) Architettura
Non si può parlare di architettura, in quanto i giganti non costruiscono abitazioni. Essi sono infatti perfettamente in simbiosi con la natura del territorio che li ospita. Piuttosto, la conformazione stessa del massiccio montuoso nel suo complesso, può essere interpretata come una naturale opera architettonica. Molti avventurieri, infatti, la descrivono come uno smisurato castello, coi quattro picchi posti agli angoli di una specie di quadrilatero, che appaiono come le torri di un enorme maniero scolpito nella roccia.

6) Strade e collegamenti
Il maestoso profilo dei picchi dei giganti si staglia improvvisamente tra le dune del deserto meridionale. Non c’e’ una vera e propria strada che vi conduce, solo sabbia e sabbia da percorrere velocemente stando sempre all’erta sui grandi pericoli che il deserto nasconde. Di solito gli avventurieri, per orientarsi, prendono come punto di riferimento le rovine della città di Cynidicea, da cui si può raggiungere velocemente la patria dei giganti se ben si conosce la direzione da seguire. Il sentiero che permette l’ascesa ai picchi, può essere intrapreso da un unico punto. Una volta raggiunto, l’esplorazione è facilitata dagli enormi sentieri scavati nella roccia dai giganti, che offrono un cammino agevole e chiaro sia per l’ascesa all’altopiano centrale, sia per la risalita ai singoli picchi. Contrariamente a quanto accade di solito per i territori montuosi e impervi, qui non è difficile mantenere il senso dell’orientamento.

7) Geografia
Come detto, la catene montuosa che ospita i giganti si trova nel deserto meridionale, a oriente e non lontano dall’oasi direttamente raggiungibile dal piano astrale, che è forse il più importante e frequentato crocevia del deserto, ed in direzione nord-est dalle rovine di Cynidicea. Dopo aver risalito il sentiero che vi da accesso, andando vero est e scendendo leggermente si entra nel cuore del massiccio, un altopiano denominato la valle delle ossa. Da qui e’ possibile risalire ai picchi, che sono così posizionati: a nord-ovest il picco ghiacciato, a nord-est quello delle nuvole, a sud-ovest quello delle tempeste, ed infine a sud-est il picco del fuoco. Lungo il sentiero d’accesso, invece, è possibile scorgere l’ingresso di una enorme grotta che ospita l’etnia dei giganti di roccia. Non vi sono corsi d’acqua e forme di vegetazione esistenti.

8) Turismo
I motivi che spingono gli avventurieri, in numero elevato, in questa remota regione, sono essenzialmente due. Il primo è la brama di esercitarsi nelle arti di combattimento ed accrescere così il proprio bagaglio di esperienza. Il secondo è quello di far rivivere lo spirito del valoroso Thor. Nondimeno, dovrebbe essere apprezzata dagli esploratori, l’unicità delle caratteristiche geo-naturali e climatiche di questo luogo, nonché, ai fini di studio, la conoscenza delle caratteristiche anatomo-fisiologiche peculiari delle varie etnie dei giganti, essendo molti mortali inclini ad invocare la Dea Mielikki affinché li reincarni in tali possenti spoglie.

9) Informazioni varie
Pare che lo spirito del leggendario Thor premi coloro che riescano ad aver successo nel ripercorrere le sue gesta, fino a farlo rivivere, donando loro una preziosa arma. Occorre però tener presente che tale impresa è alla portata solo di gruppi organizzati di valorosi combattenti, in quanto è necessario affrontare tutti i giganti e sconfiggerne i capi, dopo essersi procurati un magico oggetto, in un’altra regione del deserto non lontana, sfidando pericoli forse ancora superiori.

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